"Impressionisti dell'Est in villa Goldin: grandi come i francesi

 

UDINE. Parigi nel XIX secolo fu il grande faro che influenzò la pittura di tutt'Europa. Si creò cosi tra la Francia e le nazioni centro-orientali del vecchio continente un nuovo rapporto, fatto di intrecci inediti dì temi e di figure. La mostra L'Età di Courbet e Monet, che sarà inaugurata a Villa Manin i1 24 settembre, narrerà quest'avventura culturale e artistica cui parteciparono molti pittori di paesi come la Russia, l'Ungheria, la Repubblica Ceca e l'Olanda. Ieri sera, nell'auditorium del palazzo della Regione in via Sabbadini, il curatore dell'esposizione, Marco Goldin, ha presentato in anteprima 60 immagini tratte dai 134 capolavori che si potranno ammirare a Passariano.


Il pubblico delle buone occasioni ha seguito l'evento, anche perché cresce sempre più l'attesa per questa esposizione che permetterà di scoprire anche opere di maestri poco noti, se non agli addetti ai lavori. «Grazie a questa mostra - ha spiegato in particolare Goldin - il pubblico potrà compiere un percorso che confronta la pittura francese della seconda metà dell'800 con quella dell'Europa centro-orientale dello stesso periodo». E ha aggiunto: «Spesso il risultato è sbalorditivo, perchè ammirando le tele sí può capire come, in alcuni casi, gli artisti dell'Europa centro orientale anticiparono il modello di pittura impressionista». Nella seconda metà del1'800, infatti, cresce un nuovo sentimento in Europa: si va alla riscoperta della natura e nasce il cosiddetto gusto en plen-air. I primi a far propri tali concetti sono i pittori di Barbizon in Francia e le novità sono di una portata tale che molti artisti romeni, cechi, ungheresi, svizzeri e tedeschi si recano in quel luogo per apprendere le nuove tecniche. «Il senso del naturalismo - ha spiegato Goldin - nasce nella sua completezza dall'opera di Corot, di Courbet e di Rousseau. Corot, infatti, tra il 1825 e il 1828 fece il suo primo viaggio in Italia e descrisse la campagna laziale. Questa sua nuova pittura non fu ufficiale, perché andava a scontrarsi con i rigidi dettami dell'Accademia e rimase nascosta fino al giorno della sua morte». Ma ormai si era innescato un nuovo meccanismo.

Il realismo dell'epoca precedente fu soppiantato da un nuovo modo di osservare il paesaggio. «L'occhio fisico - ha continuato Goldin - non basta più ed entra in gioco l'occhio interiore. Ciò che sì vede viene rappresentato anche attraverso quanto sente l'animo». La mostra è composta da quattro sezioni: boschi e campagne; acque; ritratti; natura abitata. Su tali tematiche, le scuole nassa, polacca, ceca e. ungherese sentono la vicinanza dei temi dell'Impressionismo francese, creando un intreccio di sentimenti e sensaszioni. Il punto di riferimento determinante dell'esposizione è quello dell'opera di Monet (presente in mostra con una dozzina di opere), ma al grande maestro francese si affiancheranno decine di altri autori, tra i quali spiccano ceco Chittussi e l'ungherese Szinyei Merse."

 

Renato Schinko - Messaggero Veneto - 17 settembre 2009