"Cos'è la complicità? Victoria Dragone la interpreta come una melodia suonata a quattro mani, note armoniose di un sentimento travolgente, dove ogni istante è permeato da un coinvolgimento totalizzante. La penna della poetessa orchestra sapientemente ogni sensazione, permettendoci di fruire ogni singola sfumatura del suo 'Canto'. Il ritmo è dato dalla sincronia dei respiri degli amanti. Qual è la voce dell'amore? "Resta l'unico testimone / Di fede: l'amore che tace". La musica si placa lasciando posto a un frastornante silenzio che permette ai protagonisti di fondersi completamente, creando un accordo muto che sospende anche il ticchettio inesorabile dell'orologio dell'esistenza. Chi è il colpevole? L'implacabile rumore del mondo riporta la voce del tempo, nenia inarrestabile, nemica della passione. L'urlo stonato dell'anima straziata dalla solitudine echeggia angoscioso. I sentimenti non si esauriscono a causa del percorso diacronico, necessitano invece di continua evoluzione, spesso zittita dall'arroganza delle emozioni assolute. L'autrice, articolando questi brani in tappe di un anticlimax del desiderio e dell'affetto, canta dell'innamoramento che ha senso solo se puntualmente reiterato e rinnovato, quando trasformato in complicità diviene l'interprete maturo dell'armonia della Vita."

 

Barbara Sturmar - introduzione "Complicità" - 2005