"Le contrapposizioni reiterate di bianco e nero, giorno e notte, gioia e disperazione, sono glí elementi che, ín questa raccolta di prose brevi, contribuiscono a donare all'intero corpus il ritmo della vita, costellata da passioni travolgenti ma anche da cocenti delusioni.

Victoria Dragone accompagna il lettore tra luci e ombre, con destrezza felina, avvicinandosi spesso alle profonde e oscure voragini dell'anima, ma con lo sguardo reiteratamente rivolto al brillio dell'ultima stella.

Nei racconti, spesso l'indiscussa protagonista é la pioggia, coltre acquosa, che sciogliendo grigie oscurita in can dide ombre, permette alla scrittrice di penetrare l'alterita del mondo circostante, del suo prossimo e di sé stessa.

Trasformandosi in una sorta di liquido anmionico, le innumerevoli gocce ricreano nella mente dei protagonisti diversificate immagini di ricordi, che inizialmente offuscate e distorte dalle nebbie del passato divengono progressivamente nitide, sino a trasformarsi in figure abbaglianti, per colpa delle quali ogni visione del futuro e preclusa.

Ma la vita procede, comunque, ineluttabile.

Solo la fine dell'amore può permettersi di sospendere il corso del tempo: un orologio invisibile ferma le sue lancette sull'ora dell'addio degli amanti, ogni ricordo di quel sentimento li rícondurrà a quel dolore.

Fantasmi nelle tenebre.

Neanche la contrapposizione tra bianco e nero aiuta questa disperazione, il bene e il male non esistono più in quanto tutto è tormento; solo il coraggio di continuare ad amare la vita, può condurre donne e uomini, schiacciati dal loro passato, all'alba di una nuova esistenza.

Intrecci è un viaggio tra le pieghe dell'anima di Victoria Dragone, che, tra le ombre inquietanti dell'esistenza, riesce a catturare l'ultima sfumatura di luce, porgendola al lettore come una promessa.
La lettura attenta di questi racconti brevi, permette dì cogliere tra le righe la costante presenza della scrittura poetica di Victoria Dragone, che ha al suo attivo due raccolte di versi Da un filo e Complicità, apparse entrambe presso l'editore Campanotto (Udine), rispettivamente nel gennaio 2003 e nell'aprile 2005.

Nella prima pubblicazione Maria Bianca Patrizi. rifacendosi a Rainer Maria Rilke, affermava che «i versi sono esperienze che rivelano quella parte d'ombra in cui si scontrano incessantemente angoscia e desiderio», e in effetti la Dragone possiede la capacità dì sviscerare la contraddittorietà dei sentimenti umani, permettendo al suo pubblico di scandagliare, a sua volta, nella profetidità della sua anima.

Relativamente al rapporto tra l'autore e la forma della scrittura, Virginla Woolf pensava che «il poeta ci dà la sua essenza, ma la prosa prende lo stampo di tutto il corpo e di tutta la mente»; non a caso, queste prose liriche riflettono ancora più interamente l'immagine sfaccettta della loro autrice.
Intrecci è la naturale continuazione di Connessioni raccolta di composizioni brevi e di versi, apparsa presso lo stesso editore udinese, nel maggio del 2004, dove, a differenza di questo libro, vennero inseriti scritti dai contenuti diversi, suddivisi per argomento. Gli affetti familiari e le amicizie della scrittrice furono allora le primarie fonti di ispirazione, ma la Dragone aveva già iniziato a staccarsi da questi temi per scavare sempre più in profondità nella sua esperienza di donna e nella sua sensibilità d'artista, esaltata anche dai profondi legami, che intercorrono tra la scrittrice e diversi pittori italiani, inizialmente esplicitati proprio in Connessioni, dove vennero descritte le opere e le personalità di una decina di maestri d'arte.

E' significativo ricordare che Victoria Dragone sta ultimando il volume L'anima del dipinto, dove verranno raccolti esclusivamente i 'profili letterari' di numerosi pittori e scultori, con alcuni dei quali la scrittrice è in stretto contatto. Tra tutti è assolutamente da ricordare l'artista friulano Giovanni Riccardo Patriarca che ha arricchito la presente pubblicazione con disegni e incisioni usando tecniche insolite come la maniera nera, l'acquaforte, I'acquatinta e la vernice molle; il pittore ha rappresentato per immagini alcuni racconti, una sorta di mise en abyme figurativa della prosa della Dragone, che ha ritratto a grafite con raffinatezza e sensualità.

La scrittrice romana Elvira Menichini Trinchieri autrice della prefazione sottolinea che, in questo libro, vibrano pensieri forti e intensi, con ansia di `resurrezione' e desiderio di evadere da un mondo banale, per restituire all'uomo la sua legittima dignità; temi presentì anche nella sua raccolta di prose brevi II cuore degli alberi (Roma, Sovera, 2003), dove l'amore per i caleidoscopici aspetti della vita è preponderante.
In queste pagine si intrecciano armoniosamente le parole della Menichini Trinchieri con le prose della Dragone e le immagini di Patriarca: una riuscita polifonia di voci e di toni che lenisce i vuoti silenzi della vita contemporanea."

 

Barbara Sturmar - cenni critici "Intrecci" - 2006